  |  | | Trippa, stoccafisso, tajarin e cisrò | | | | | | Uno dei piatti più comuni dell’antica osteria “da Bigât” era la minestra di trippa. Nei giorni di mercato, fin dal primo mattino, i contadini provenienti dai paesi dell’acquese, dell’astigiano e del cuneese si ristoravano con una scodella di trippa fumante. La razione costava un soldo. La tradizione della trippa è anche legata ai periodi elettorali di un tempo: i candidati più importanti e agiati offrivano agli elettori una scodella di trippa e un bicchiere di vino. La trippa in umido rappresentava, con lo stoccafisso, la pietanza, “la pitansa” (o secondo piatto). Con i “tajarin” e la “cisrò” costituiva il piatto della domenica. | | < Indietro | | | |  |